'Sindaco di Milano'

gen 16 2012

Milano progetti per il 2012: Parole del sindaco Giuliano Pisapia

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Giuliano Pisapia, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa ha dichiarato: «Milano manterrà l’impegno per il registro delle unioni di fatto. Io sono orgoglioso che diventi realtà, lo faremo entro quest’anno».

Il 2012 è l’anno in cui la città ospita Papa Benedetto XVI, che sarà a Milano il 2 e 3 giugno per l’Incontro mondiale delle famiglie. Il registro delle unioni civili? «Penso che sia una buona iniziativa» conferma ai cronisti il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, al Teatro Elfo Puccini per l’assemblea regionale del partito.

La difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, così come prevede la Costituzione italiana, è uno dei «princìpi non negoziabili» su cui con più frequenza insiste il Papa. Una contraddizione che balza all’occhio. Il sindaco in tv tenta la quadratura del cerchio: «Sono orgoglioso di ospitare il Papa a Milano».

Nell’anno dedicato alla Famiglia 2012, l’annuncio suona come una beffa. Luca Gibillini, consigliere comunale di Sel, ne teorizza l’opportunità politica: «L’istituzione del registro delle unioni civili è una priorità totale. Potrebbe essere interessante approvarle in occasione della valanga della visita del Papa a Milano di maggio. Sarebbe un bel segnale di pluralismo della città». Così l’accoglienza al Papa rischia di avvenire nel bel mezzo di una polemica che si è già scatenata.

Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl in consiglio comunale: «Nell’anno in cui a Milano si riunisce il Forum mondiale della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio, annunciare il registro delle coppie di fatto è un affronto alla Chiesa tutta, l’ennesimo scivolone del sindaco». E il consigliere comunale leghista, Alessandro Morelli, parla di «evidente provocazione alla Chiesa».

Mariolina Moioli, ex assessore ai Servizi sociali della giunta Moratti, teme che agli aiuti economici alle famiglie in crisi si sostituisca uno sterile dibattito. Sottolinea il più profondo rispetto per i diritti individuali: «Noi non giudichiamo n´ discutiamo i comportamenti delle persone, che vanno aiutate in relazione ai loro bisogni. Milano non ha mai discriminato un figlio che nasce fuori da un matrimonio. Se una ragazza madre chiede per il suo bambino un posto al nido, ha una necessità che il Comune ha il dovere di soddisfare. Ma non confondiamo i diritti individuali con i diritti della famiglia. Il ruolo sociale della famiglia è la risorsa in assoluto più importante nella convivenza civile».

Pisapia ha ribadito altre promesse: affitti più bassi del 20% in periferia, riqualificazione della Darsena, wifi gratuito per tutti, erogazione di microcrediti.

Incertezza sui tempi: «Non abbiamo la bacchetta magica, c’erano tante attese, una città come Milano non si può cambiare in 6 mesi, ma lo faremo in 5 anni».  

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lug 22 2011

Expo 2015: Moratti chiede a Pisapia spiegazioni

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Letizia Moratti, ex sindaco di Milano e commissario governativo per l’Expo 2015, invita il suo successore Giuliano Pisapia a spiegare perché l’accordo di programma per l’area destinata a ospitare il sito espositivo, nonostante sia "quasi identico a quello al quale abbiamo lavorato noi", prima non andava bene "e oggi che l’ha firmato lui sì".

Lo ha detto al termine della seduta del Consiglio comunale dedicata alla ratifica dell’intesa. L’accordo, ha aggiunto Moratti, "va bene perché prevede un sito, l’unico possibile in base alle regole del Bie, un sito pubblico con il 56% di verde e una quota consistente di housing sociale. Il nostro è un progetto solido, in fase avanzata, che prevede una serie di lasciti importanti per Milano, speriamo che non perda tempo".

Moratti ha presentato anche un ordine del giorno nel quale invita il sindaco a confermare la realizzazione del parco lineare di 800 ettari lungo la cosidetta via d’acqua che unirà la Darsena con il sito Expo. Un progetto previsto dal dossier di registrazione di Expo con un investimento di 290 milioni di euro.

Tra le richieste c’è anche la conferma dei 180 accordi di cooperazione internazionale già sottoscritti e quella del Centro per lo sviluppo sostenibile.

Nel suo intervento in Aula Moratti ha ricordato le tappe della sua attività di commissario e ringraziato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "che ha seguito con attenzione la dificilissima e delicatissima fase di candidatura", l’ex premier Romano Prodi "che ha creduto in Expo fin dall’inizio", l’attuale premier Berlusconi e in particolare il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che è riuscito a trovare i finanziamenti nonostante la congiuntura internazionale.

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lug 14 2011

Giunta approva l´accordo di programma per Expo 2015

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La Giunta di Palazzo Marino ha approvato all’unanimità l’Accordo di Programma per le aree di Expo 2015, sottoscritto martedì da Comune e Provincia di Milano, Regione Lombardia, Comune di Rho e Poste Italiane.

Il documento arriverà in Consiglio comunale il prossimo 25 luglio.

Il Sindaco Giuliano Pisapia ha dichiarato: “Questa decisione ci permetterà di far partire i lavori entro ottobre. La sottoscrizione di questo atto segna una netta discontinuità con il passato, sia nel metodo sia nella definizione degli obiettivi concreti di questa lunga vicenda. Abbiamo assistito in questi anni a un conflitto costante tra le istituzioni locali, che ha ritardato clamorosamente le decisioni necessarie e ci ha messi a rischio di una figuraccia internazionale. Sono state poste le condizioni per avviare finalmente le azioni indispensabili per promuovere, far conoscere e far crescere la fiducia dei cittadini milanesi e lombardi nei confronti di questo grande appuntamento. Abbiamo compiuto un passo importante per il successo nazionale e internazionale di Expo e per la grande eredità che vogliamo lasciare a Milano e al Paese”.

La Giunta ha invitato l’Assessore alla Cultura, Expo, Moda e Design Stefano Boeri a predisporre, in coordinamento con i Capigruppo della maggioranza, il testo di un ordine del giorno e di un documento di indirizzo che accompagnerà la ratifica dell’Accordo di programma e che descriverà le azioni da compiere nei prossimi anni per rendere Expo una grande manifestazione partecipata e popolare, e per prefigurare il lascito futuro che questo evento dovrà consegnare alla città e al Paese.

Nei prossimi giorni la Giunta affronterà anche il tema del rafforzamento delle deleghe operative che riguarderanno Expo.

L’Accordo prevede che sull’area Expo sorga il più grande parco d’Europa, con almeno il 56% dei terreni destinati a verde, e saranno prese tutte le iniziative necessarie per dare seguito alla volontà espressa dai cittadini con il voto sul quesito referendario su Expo 2015.

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lug 06 2011

I nuovi consulenti del Comune di Milano: una task force per lavorare sull’integrazione

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Hanno debuttato martedì mattina Jada, Akram e Medhin «consulenti» del Comune di Milano, insieme a una decina di altri ragazzi di seconda generazione, in un «gruppo di lavoro» permanente che contribuirà a dare la linea sui temi dell’immigrazione e delle nuove cittadinanze.

Due ore di riunione con l’assessore appena insediato alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, servite soprattutto a presentarsi. Un nuovo appuntamento è fissato a fine luglio, e per il 20 settembre si arriverà a presentare nel dettaglio una serie di iniziative.

A partire dalla scuola, hanno sottolineato i ragazzi, che deve diventare «occasione per valorizzare le diversità».

Spiega Majorino «Milano deve chiudere la stagione in cui si discute utilizzando solo la lente della paura, della diffidenza e dell’inquietudine. Bisogna scommettere sulla risorsa dei cittadini milanesi di seconda generazione, erroneamente trattati come giovani stranieri».

Tra le prime azioni concrete, il Comune ha aderito alla proposta dei ragazzi della Rete G2 (attiva già da un paio d’anni): inviare a tutti i diciassettenni, milanesi ma «stranieri», nati in Italia e residenti qui senza interruzioni, una lettera che ricorda di fare domanda per la cittadinanza, come prescrive la legge, tra il 18° e il 19° anno di età.

L’incarico di coordinatrice del gruppo di lavoro è stato affidato a Seble Woldeghiorghis, 29 anni, di origine eritrea.

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giu 23 2011

Expo 2015: centro di Milano diventa un grande museo

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Una passeggiata nel cuore di Milano, di fronte alla Scala, lungo via Manzoni per ben 8300 metri quadri in un succedersi di palazzi, cortili, giardini, sale, saloni, stucchi, opere d’arte.

Ecco l’arte a Milano. Le Gallerie di Piazza Scala, il nuovo complesso museale, in fase di restauro e allestimento, a cura dall’architetto Michele De Lucchi, per la qualità degli edifici, la storia e il superbo collegamento fra loro che restituisce alla città pezzi di un passato glorioso in occasione dei 150 anni dell’Unità.

Sono 4 i palazzi che sembrano inseguirsi l’un l’altro con sapiente naturalezza:

  • l’Anguissola, maestoso edificio del ’700, capolavoro neoclassico di Carlo Felice Soave;
  • il Canonica, opera della prima metà dell’800, con un mirabile corte colonnata centrale di Luigi Canonica;
  • il Brentani, decorato dai suggestivi medaglioni di uomini illustri;
  • il monumentale Beltrami, dall’imponente facciata su piazza della Scala, come poteva vagheggiarlo e progettarlo fra il 1906 e 1911 Luca Beltrami, l’architetto e direttore del Corriere della Sera che mutò il volto di talune parti della città.

Gli ambienti, trasformati, da spazi privati, uffici e sale di rappresentanza, in pubblici, espositivi e di servizio, acquistano i colori e la nostalgia d’un tempo perduto e rendono ancor più suggestivo questo «grand tour» nella cultura della capitale lombarda che allinea alle pareti 200 dipinti dall’Hayez al Previati (provenienti anche dalla Fondazione Cariplo) e le sculture, compresi 13 bassorilievi del Canova, del Museo dell’Ottocento che vedrà la luce in settembre per celebrare, secondo De Lucchi, la città protagonista del Romanticismo e dell’industrializzazione. Entro il 2012 si aprirà la collezione d’arte del ‘900 con opere da Balla a Warhol.«Un’occasione straordinaria sia per il lavoro sia per la committenza» la definisce De Lucchi.

La nascita delle Gallerie di piazza della Scala è il fiore all’occhiello del «Progetto Cultura» di Intesa Sanpaolo che prevede altri poli museali da creare in edifici della Banca: a Napoli, nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, a Vicenza, nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari con collezioni già aperte al pubblico, e in futuro anche a Torino.

Un insieme di iniziative che Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, ha definito «un’assunzione di nuove responsabilità. I profondi cambiamenti che attendono il nostro Paese richiedono di essere affrontati sul piano culturale, per ritrovare un senso comune di cittadinanza. È in gioco lo stesso fondamento etico della nostra nazione».

E il progetto viene non a caso in concomitanza con le celebrazioni per i 150 anni e in vista dell’Expo 2015.

Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, non cela la soddisfazione di partecipare al varo del Progetto Cultura, anche «perché al suo interno c’è un’Officina delle idee, un laboratorio sperimentale rivolto ai giovani». Il ministro Galan parla, per il patrimonio culturale italiano, di un giorno «irripetibile, ma che speriamo si possa ripetere» e ribadisce l’intenzione di portare a termine la Grande Brera.

Infine parla il sindaco Giuliano Pisapia che si dice «grato, felice per questo straordinario dono che contribuisce a far tornare Milano capitale dei saperi, delle culture diffuse, accessibili ai cittadini e a coloro che amano il bello».

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