'Milano'

giu 27 2011

Il primo medico legale del mondo nella Milano del Rinascimento

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Nella Milano del Rinascimento, al Policlinico Ospedale Maggiore, già lavorava il primo medico legale al mondo.

Lo hanno scoperto i ricercatori dello stesso ospedale, che nel marzo scorso avevano iniziato a studiare il Sepolcreto del Policlinico che si è rivelato una vera e propria necropoli milanese, nella quale giacciono i resti di oltre 500 mila milanesi che sono vissuti tra il 1473 e il 1695.

Tra loro anche il primo morto di peste del Seicento, quella raccontata da Manzoni nei Promessi Sposi.

       

Il capostipite dei medici legali era chiamato «catelano»: «La sua funzione era soprattutto sanitaria – spiega Cristina Cattaneo (direttore del Laboratorio di antropologia forense di Milano),- era un vero e proprio medico che registrava la causa di morte per i decessi, e non solo per quelle sospette» come accadeva per i primi coroner inglesi, che non erano nemmeno medici. Credo che il primo medico legale venga proprio da qui, e il suo è un lavoro molto più dettagliato di quello che veniva fatto in Inghilterra anche se poi bisognerà vedere se effettivamente c’era una segnalazione particolare che veniva fatta all’autorità giudiziaria».

In ogni caso, spiega Francesca Vaglienti (docente di storia medievale dell’Università degli Studi di Milano), «per tutto quanto riguarda le morti traumatiche l’intervento del catelano, e cioè del medico ducale preposto a questi accertamenti, era preponderante: si arriva all’84% di interventi sul totale. Se i segni del decesso erano immediatamente visibili non c’era bisogno del catelano, ma bastava l’anziano della parrocchia o il singolo cittadino».

In pratica, il coroner inglese era una persona «che riferiva alla pubblica autorità i casi di morte sospetta, a partire dal 1200 circa; invece il catelano è circa del 1438, ed è un vero e proprio medico incaricato di accertare le cause di decesso. Il nome, deriverebbe molto probabilmente dalla veste che indossava a scopo profilattico; non era un camice ma un vero vestimento che doveva proteggerlo. Ed è stato anche efficace, visto che è sopravvissuto a due epidemie di peste, non di piccole proporzioni». Le prime, parziali analisi sulle ossa del Sepolcreto hanno inoltre permesso di scoprire altri dati sorprendenti: ad esempio, che già all’epoca diverse persone morivano per malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide o l’artrite da psoriasi, così come da avvelenamento da piombo: questo tossico elemento era presente in grandi quantità nel peltro, usato ad esempio per i bicchieri, ma «imbottiva» anche i cosmetici dell’epoca, che sia le prostitute sia gli attori di teatro usavano in grandi quantità.

Infine, una curiosità: tra i resti del Sepolcreto c’è anche un nano. Addirittura, in un antico quadro affisso nell’ospedale  dice Vaglienti «che riproduce il cortile dell’Ospedale Maggiore alla fine del ’600, è rappresentato un nano armonico (piccolo di statura ma proporzionato) perfettamente vestito che faceva la questua all’interno del cortile». Nonostante i dettagliatissimi registri che i medici dell’epoca hanno lasciato, non è ancora stato possibile attribuirgli un nome; ma quel che è certo è che «per salvaguardare la sua dignità è stato sottratto a una vita da guitto, da "cagnolino da compagnia", come questo tipo di persone era considerato nel Rinascimento».

Senza fondi, denunciano però gli scienziati dell’ateneo di via Festa del Perdono, rischiano di restare insoluti tutti i misteri racchiusi nei resti ammonticchiati dal 1473 al 1695 nei sepolcri dell’Irccs Policlinico. «Il minimo che chiediamo è poter disporre di due persone da dedicare completamente al progetto, uno storico e un antropologo che possano lavorarci 12 ore al giorno almeno per i prossimi 4 anni», afferma Cattaneo. Si tratterebbe di «due assegni di ricerca di due anni, un investimento di circa 100 mila euro», calcola Cattaneo. Molto per un’università pubblica, ancor più in tempi di crisi, tagli e risorse razionate, ma poco per qualunque grande privato «mecenate» riflettono gli studiosi. Da qui la provocazione: «Adottate un milanese del Rinascimento, siamo pronti a darvi un attestato», dice Vagliente. Non è ancora una campagna vera e propria, puntualizza, ma una richiesta d’aiuto che potrà diventare appello alla popolazione «laddove non ci fossero risposte da parte delle istituzioni, pubbliche o private che siano», precisa la storica.

Fonte Corriere.it

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giu 19 2011

Milano Grandate, un museo per cavalli giocattolo

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Milano torna bambina e lo fa con un museo dedicato al Cavallo Giocattolo.

Il Museo del Cavallo Giocattolo espone al pubblico 535 cavalli, fabbricati tra il 1700 ai giorni nostri.

I pezzi sono stati collezionati in tanti anni di ricerca, e selezionati uno per uno, tenendo conto non solo del loro valore estetico, evocativo e materiale, ma soprattutto, di quello affettivo.

Sono piccole grandi sculture, opere d’arte.

Tantissime le varietà di cavanni.

A dondolo, o su triciclo, di legno o di cartapesta, provenienti dalla Francia, dalla Germania e da ogni dove, Mario ed Arturo, Maria Antonietta e Tatzuo insieme ai tantissimi altri nobili destrieri.

Appassionati da 0 a 100 anni, potranno ammirare pezzi di grande interesse, per rarità, valore o grande semplicità.

Da non perdere!

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giu 03 2011

Neosindaco di Milano Giuliano Pisapia

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La cerimonia per il 2 giugno in piazza Duomo a Milano si è trasformata rapidamente in una grande festa per il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Terminato il ricordo della Festa della Repubblica, Pisapia è stato accerchiato dai sostenitori che si sono complimentati con lui. Il sindaco, visibilmente emozionato, con un certo pudore ha avuto attenzione per tutti: una carezza per qualche bambino, un saluto con degli anziani, un breve dialogo con alcuni giovani. Quindi, rompendo tutte le formalità, è andato a piedi fino alla sede del Comune attraversando la Galleria Vittorio Emanuele in un bagno di folla.

Durante la cerimonia Pisapia ha cantato l’Inno di Mameli dichiarando: «L’ho imparato a scuola come tutti noi e quindi è giusto nella continuità, soprattutto in un momento importante per Milano e per la Repubblica, mi è venuto assolutamente spontaneo cantare il nostro inno. Quello che è entusiasmante ancora oggi è la gente, i milanesi, coloro che vengono da fuori Milano, perché sia all’ingresso di Palazzo Marino sia in piazza Duomo ho avuto un’accoglienza ancora una volta entusiasta. Questo è molto bello perché vuol dire che la città intera vuole andare avanti e migliorare. È molto bello poi che Palazzo Marino sia aperta ai cittadini e mi hanno detto che hanno dovuto anticipare l’apertura delle porte del Comune di Milano perché c’era così tanta gente che sarebbe stato difficile trattenerla. E questo è il primo regalo che Milano fa a me».

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mag 24 2011

Scelto il logo ufficiale per Expo 2015

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E’ stato scelto il logo per Expo 2015.

Sarà la scritta Expo multicolore ideata da Andrea Puppa, classe 1981, il logo dell’Esposizione universale di Milano del 2015.

A chiusura delle votazioni online è risultata vincitrice con 4.747 consensi. L’uovo stilizzato di Alice Ferrari, classe 1984, ha ottenuto 2.622 preferenze.

Il nuovo marchio prenderà il posto dell’Uomo vitruviano e presto verrà adattato a tutte le declinazioni utili, comprese quelle che andranno a caratterizzare il merchandising di Expo 2015.

“In 24 giorni abbiamo ricevuto oltre 7.000 voti”, si legge sul sito dell’Esposizione universale. I progetti dei due ragazzi finalisti erano stati scelti fra gli oltre 700 che hanno partecipato al concorso lanciato sei mesi fa. L’uovo stilizzato da una parte e le scritte sovrapposte di Expo e di 2015 in colori fluorescenti dall’altra, avevano superato l’esame della giuria guidata dallo stilista Giorgio Armani. Poi la parola è passata al popolo della rete che ha potuto esprimersi sul simbolo più adatto a un evento dedicato all’agricoltura e alla nutrizione.

Giuseppe Sala, Amministratore delegato di Expo 2015 Spa ha dichiarato: "Abbiamo realizzato nel processo di individuazione del nuovo logo esattamente quello volevamo e che da più parti ci è stato chiesto cioè dimostrare che l’avventura dell’Esposizione universale è collettiva e popolare".

Soddisfatto anche il presidente della giuria, lo stilista Giorgio Armani che ha dichiarato: "I molti voti dimostrano una sentita e fattiva partecipazione a un progetto davvero importante legato al futuro della nostra città”.

“Un segno di luce e di vita in cui tante energie, simbolizzate dai colori, s’incontrano e si moltiplicano in una Expo che unisca saperi diversi per nuove soluzioni di vita”, è la descrizione del lavoro presentato da Andrea Puppa.

Tutti i progetti che hanno partecipato al concorso, inoltre, verranno raccolti in una mostra online.

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mag 15 2011

Milan campione d’Italia

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La città di Milano in festa.

Il Milan è campione d’Italia.

La squadra rosso nera si porta  a casa il 18° scudetto.

Una festa quella di sabato dedicata al Milan, con il pullman scoperto per le vie della città, tributo in piazza Duomo e, in serata, la consegna della coppa a San Siro.

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