Piacenza sarà un eccellenza dell’Expo 2015 di Milano, a confermarlo la sottoscrizione dell’accordo tra il Presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi e il sindaco di Milano Letizia Moratti avvenuta negli scorsi giorni a Palazzo Marino, sede del Comune del capoluogo lombardo.
Alla sottoscrizione era presente anche Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A.
Per l’Expo, saranno le eccellenze del territorio piacentino e la promozione enogastronomia a farla da padrona, oltre alla nostra storia e cultura si punterà sull’agricoltura all’avanguardia e rispettosa dell’ambiente.
Valorizzare le eccellenze del territorio, promuovere la sua tradizione enogastronomica, storica e culturale e diffondere il tema dell’agricoltura, questi gli scopi del piano di lavoro per il 2015.
Ad Expo 2015 mancano ancora 5 anni, ma da Google Earth arriva un’importante novità legata alla sede dell’evento.
Anche Milano, potrà essere vistata in versione 3D tramite Internet: basta andare su Google Earth e fare una passeggiata virtuale nei 51 chilometri quadrati di superficie realizzati in una delle simulazioni tridimensionali architettonico-urbanisitche fra le più imponenti finora realizzate.
Il nuovo servizio, è stato annunciato da Google che ha specificato anche i punti di interesse che sono stati maggiore oggetto di simulazione: come il Duomo, il Teatro alla Scala, il Castello Sforzesco, l’Arco della Pace e la basilica di Sant’Ambrogio, oltre alla Torre Branca, a via Montenapoleone e a Palazzo Marino. Inoltre, sfruttando le immagini provenienti dai satelliti potrete vedere anche la Stazione Centrale e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Inoltre, sono 5.000 gli edifici che godono della vista 3D, e Google ha fatto sapere che con il passare del tempo ne verranno aggiunti altri.
Per vedere i punti di maggior interesse, e verificare quali sono le aree al momento coperte bisogna utilizzare l’applicazione Google Earth 5.0,scaricabile da qui.
Il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, Achille Colombo Clerici, dichiara: "Non esiste alcuna correlazione tra l’aver costruito troppo a Milano e la realizzazione delle infrastrutture e le strutture edilizie destinate all’Expo 2015. Possiamo anche concordare con l’affermazione di Grillo sull’eccesso di produzione edilizia, in alcuni settori; ma arrivare a concludere per l’inopportunità di Expo è tutt’altro discorso. A parte l’aspetto legato ai tempi ed all’attualità o meno dello suo modello, va detto che proprio nella nostra civiltà dell’immagine e della comunicazione, Expo rappresenta una vetrina internazionale unica per efficacia e portata per presentarsi al mondo.
È un’occasione che Milano non poteva e non doveva perdere: le opere costruttive che verranno realizzate, non interferiscono con la funzionalità dall’apparato edilizio-urbanistico espressa dalla città costruita: in altri termini non rappresentano un sovraccarico di edilizia cittadina. Anzi, si puo’ dire che avranno un effetto di grande potenziamento della attrattività della città e, conseguentemente, di valorizzazione di tutte le componenti urbane. In tal modo si permetterà l’assorbimento, da parte del mercato, dell’eccedenza edilizia oggi presente".
Expo 2015, si avvicina, e con lui il rischio di infiltrazioni mafiose nell’imprenditoria edile lombarda e milanese che si occuperanno del nuovo polo fieristico, i cui investimenti sono un’occasione per la criminalità organizzata è un rischio reale.
Questo è emerso durante il convegno “Mafie a Milano e Lombardia?”, organizzato dalla Camera del lavoro di Milano, dalla Cgil Lombardia e dalla Fillea-Cgil di Milano e della Lombardia.
Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, sostiene: “sarebbe sbagliato nascondersi: il rischio da parte della criminalita’ organizzata di infiltrazioni e’ un rischio che e’ reale”.
Per non scivolare in tali problematiche è indispensabile porre attenzione e rigore nella contrattazione delle condizioni di lavoro e una forte lotta al lavoro nero.
Anche se elementi indispensabili riguardano la forte presa di posizione da parte delle istituzioni perchè le loro regole, sopratutto in merito agli appalti pubblici, brillino per trasparenza.