'Ambiente'

mar 18 2011

Expo 2015: Milano Allergy Free – Dona una pianta anallergica a Milano

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A pochi giorni dall’inizio della primavera e in vista dell’Expo del 2015, l’assessorato alla Salute del Comune e l’Onlus Fisma (Fondazione internazionale per le scienze mediche e allergologiche) lanciano il progetto ‘Milano Allergy Free – Dona una pianta anallergica a Milano’.

Una novità assoluta non solo a livello italiano, ma anche europeo, perché parchi di questo tipo sono "rarissimi in tutto il mondo".

L’appello dell’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna è chiaro: "Chiedo ai cittadini di Milano di darmi una mano a realizzare tanti ‘Giardini della salute’, piccoli siti verdi di piante non allergeniche. Entrando nel sito www.milanoallergyfree.it si possono acquistare alberi interi, o solo una parte o degli arbusti, e si rimane costantemente aggiornati sullo sviluppo dell’albero adottato". Basta cliccare sul link dell’Associazione florovivaisti della Lombardia che si incaricherà di trovare le piante anallergiche, di trasportarle, piantumarle e curarle nel loro primo anno di vita. Dal secondo anno in poi la manutenzione sarà a totale carico del Comune. I nomi dei donatori saranno inseriti nella lista del sito web dell’iniziativa.

"La pollinosi colpisce circa il 15% della popolazione – ricorda l’allergologo Claudio Ortolani, presidente di Fisma – e si accompagna ad asma in circa la metà dei soggetti colpiti. Paradossalmente questa malattia stagionale, che dovrebbe riguardare gli abitanti delle aree rurali ricche di vegetazione, piuttosto che quelli che risiedono in aree urbane invase dal cemento, colpisce di più chi vive in città".

Sotto accusa una serie di fattori. "La scelta delle piante per le aree verdi cittadine, pubbliche e private, in passato è stata attuata senza tener conto dell’aspetto allergenicità. A Milano, ad esempio, non solo vi sono molti carpini, piante autoctone e quindi presenti in città a ben diritto, ma anche betulle, noccioli, frassini, cipressi, scelte anche per motivi ornamentali. Più recentemente si è sviluppata la tendenza a piantare specie arboree estranee al territorio, come l’olivo, o addirittura esotiche, come la Criptomeria japonica. Nella stagione primaverile-estiva nell’aria della città è presente un cocktail pericoloso di pollini allergenici".

Ma fra gli imputati ci sono anche l’effetto serra e lo smog che aumentano la potenza allergenica, avverte l’esperto. "La presenza nell’aria cittadina di elevate concentrazioni di polveri sottili (Pm 2,5) – dice Ortolani – è un altro fattore che favorisce la sensibilizzazione allergica ai pollini e l’aggravamento della sintomatologia asmatica, perché le proteine allergeniche si coniugano con il particolato, raggiungendo così facilmente i bronchioli e gli alveoli polmonari, le vie respiratorie più profonde".

Continua l’allergologo, "per l’effetto serra in città si riscontrano temperature medie e concentrazioni atmosferiche medie di anidride carbonica più alte che nelle aree rurali. Ne consegue che, rispetto alla campagna, in città le piante si sviluppano maggiormente, producono una quantità superiore di polline e hanno un periodo di pollinazione più prolungato. Il polline in queste condizioni ambientali contiene una maggiore concentrazioni di allergeni rispetto a quello delle aree rurali ed è quindi più pericoloso per gli allergici. In città sono presenti molte specie arboree i cui pollini sono per sè poco allergenici, ma se si liberano in un’atmosfera già ricca di pollini molto allergenici e di particolato sottile, determinano un ulteriore aggravamento dello stato di salute degli allergici. Piante con queste caratteristiche sono ad esempio il tiglio, il faggio, il platano".

Da tempo lo specialista collabora con l’assessorato alla Salute dal Comune "che è impegnato in un’azione correttiva di questa situazione, potenzialmente pericolosa per la salute dei cittadini. Si è convenuto quindi di dare un segnale importante per influenzare l’opinione pubblica e orientare scientificamente le future scelte degli addetti alle nuove piantagioni cittadine verso specie non dotate di rilevante allergenicità". Perché se è vero che "Milano ha bisogno di verde", ammette l’assessore Landi, il nuovo verde deve essere "sano e non allergenico. Per questa ragione ho deciso di lanciare questa iniziativa in collaborazione con Fisma, che si potrà realizzare nel corso del 2011 con il sostegno scientifico di allergologi, esperti agronomi e architetti del verde".

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feb 19 2011

Expo 2015 pista ciclabile Fiera-Milano centro

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Nel dossier dell’Expo 2015 c’è il progetto per diversi cantieri per costruire nuove infrastutture.

A breve partirà quello per la costruzione del collegamento ciclabile tra la Fiera di Rho-Pero, adiacente al futuro sito espositivo della manifestazione, e il centro di Milano.

E’ la promessa della Provincia di Milano che ha presentato lo studio di fattibilità elaborato dal Centro studi del Pim con il coinvolgimento della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e dell’Accademia di Brera.

L’opera costerà 6,5 milioni di euro e si snoderà lungo un tracciato di 6,5 km con diramazioni per 1,4 km. Il tracciato si attaccherà, una volta raggiunto il territorio comunale di Milano, al settimo "Raggio Verde" (Duomo-Molino Dorino) e sarà integrato con il sistema della metropolitana e delle ferrovie.

Il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà ha dichiarato: "Parlare di pista ciclabile è riduttivo. Ci troviamo, infatti, davanti a un progetto da considerare pilota per tutti quelli legati a Expo, che devono essere improntati alla condivisione delle scelte fra tutti i soggetti pubblici e privati interessati. Si tratta di uno studio di fattibilità che, oltre a intensificare l’impegno profuso dalla Provincia nella trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà dei collegamenti ciclopedonali, permetterà di integrare un sistema di mobilità ‘dolce’ a reti ferroviarie e metropolitane, arterie su asfalto e vie d’acqua. Va sottolineato, inoltre, il coinvolgimento di studenti e neolaureati dell’Accademia di Brera nella proposta di un arredo urbano pensato per valorizzare non solo l’opera stessa ma anche i luoghi attraversati".

L’assessore alle Infrastrutture dell’Ente, Giovanni De Nicola aggiunge "Realizziamo la ciclabile Milano-Expo perché assolva a due importanti funzioni: servire i visitatori dell’Esposizione universale e incentivare la mobilità in bicicletta affermandola a gradevole alternativa agli spostamenti, pure extraurbani, in auto. Per questo motivo, abbiamo delineato un percorso sostenibile e capace di unire arte, servizi e identità del territorio".

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gen 27 2011

Milano blocco del traffico per smog: domenica a piedi

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A Milano, la prossima domenica 30 gennaio si spegneranno i motori dalle 8 alle 18 per l’emergenza smog.

A ufficializzare la decisione sulla prima domenica a piedi del 2011 è stato il sindaco, Letizia Moratti, come diretta conseguenza del piano per l’allarme inquinamento da lei firmato all’inizio della settimana.

Letizia Moratti ha dichiarato: «Domenica ci fermiamo perché non abbiamo segnali che ci dicano che rientriamo per tre giorni sotto i limiti consentiti di smog. Oggi pomeriggio firmerò l’ordinanza per la chiusura dalle 8 fino alle 18».

Il blocco è escluso per i Comuni dell’hinterland che non hanno aderito all’iniziativa.

La domenica a piedi fermerà la maggior parte delle auto dalle 8 alle 18, anche se saranno concessi permessi alla circolazione per alcune tipologie di veicoli, come quelli di soccorso, di specifiche categorie commerciali e per gli autobus dei tifosi ospiti che domenica assisteranno a Inter-Palermo.

Letizia Moratti ha dichiarato «Abbiamo deciso questo orario concordandolo con il vicesindaco Riccardo De Corato e con Atm, da un lato per garantire la maggiore fruibilità dei servizi di trasporto pubblico e dall’altro per avere un’ordinanza efficace alle criticità che in questo momento abbiamo sull’aria».

Oltre a disciplinare il blocco domenicale, la nuova ordinanza detta nuove regole per la fase due del piano, quella che potrebbe scattare lunedì, al probabile 18/mo giorno consecutivo di superamento delle soglie di Pm10. La chiusura del centro alle auto normalmente sottoposte a Ecopass non sarà 24 ore su 24, come originariamente previsto dall’ordinanza di lunedì scorso, ma dalle 7.30 alle 19.30.

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gen 12 2011

Autostrada BreBeMi, pronta per il 2013 grazie ad Expo 2015

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Una delle opere molto attese da tutti gli automobilisti, anche quelli del week-end è la BreBeMi, che grazie ad Expo 2015 potrebbe essere pronta in tempi molto più rapidi di quanto erano previsti.

Alcune opere pubbliche la cui realizzazione si attende da tempo per il miglioramento delle condizioni di mobilità per i cittadini lombardi hanno visto così una rapida evoluzione.

L’autostrada che collegando Milano e Brescia senza passare per Bergamo di fatto raddoppia l’asse autostradale che interessa una delle aree più popolate d’Italia, attualmente servita dall’Autostrada A4 che risulta fin troppo trafficata, nonostante la recente portata a 4 corsie del tratto Milano-Bergamo.

In occasione della conferenza stampa di fine anno, la società Brebemi ha annunciato che l’inaugurazione dell’autostrada Brescia-Milano avverrà nella primavera del 2013, in "largo anticipo" rispetto all’apertura dell’Expo 2015.

Così vengono illustrati l’andamento dei lavori, tra cui, si segnala l’avanzamento fisico dei viadotti Oglio, Serio e Adda, pari rispettivamente al 44,4%, al 4,92% e al 16,25%, all’avanzamento delle opere in esecuzione diretta al 6% circa e l’imminenza delle gare relative ai lavori di riqualificazione della Cassanese e della Rivoltana ed alla variante di Liscate, per un totale di circa 230 milioni di euro.

Una buona notizia per la viabilità di Milano.

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gen 12 2011

Masterplan di Expo 2015 in mostra alla Triennale

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Il budget 2011 per avviare il grande cantiere di Expo è stato approvato ed iniziano ad arrivare adesioni eccellenti.

Giuseppe Sala annuncia le cifre dell’evento: un appuntamento col palcoscenico mondiale su cui si giocherà la credibilità del nostro paese. Una grande vetrina il cui successo resta legato alla capacità di Milano di misurarsi con il nuovo Piano di Governo del Territorio.

Si tratta di 105 milioni di investimenti (metà dei quali destinati alla riqualificazione dell’area che ospiterà Expo), di importanti riscontri già ottenuti sul piano internazionale in merito ad accordi con la Cina, l’Egitto, la Corea, la Germania, dell’illustre “sì” di Giorgio Armani a presiedere la giuria che sceglierà il logo della manifestazione tra quelli in concorso tra le scuole di design, del sì di Dante Ferretti a realizzare le scenografie dei grandi boulevard, di quello di Libenskind alla progettazione delle porte d’ingresso. Si parla, insomma oltre che di bilancio, contenuti e spunti culturali anche di “contributi estetici indimenticabili”.

Le novità verranno presentate alla città di Milano nel corso di una due giorni tutta dedicata dall’Expo: il 4 e 5 febbraio verrà inaugurata un’importante mostra tematica in Triennale, seguita da una presentazione all’interno di un teatro cittadino.

L’obiettivo, è quello di avvicinare il più possibile la città all’evento e aggiornare gli abitanti sul masterplan, esemplare del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, che venne presentato lo scorso 26 aprile allo Strehler di Milano.

Un nodo cruciale, quello delle infrastrutture, su cui continuano a pesare le diverse aspettative dei soggetti coinvolti e le polemiche sulle presunte guerre di competenze tra enti locali. Un “gioco al fraintendimento” che rischia di farsi pericoloso: se il Piano di Governo del Territorio non verrà approvato entro il 14 febbraio, a decadere non saranno solo tre anni di lavoro ma un’impalcatura decisiva per la regolamentazione dello sviluppo della Milano dei prossimi trent’anni e, di conseguenza, un importante incentivo per gli investitori esteri attratti dall’esposizione. La doppia sfida del Piano e di Expo offre dunque opportunità irripetibili ma impone anche delle domande.

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