Archivi di luglio, 2011

lug 27 2011

Expo 2015, Milano deve prendere spunto da Shanghai

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Diana Bracco, presidente Progetti speciali Ricerca e Innovazione e Expo 2015 di Confindustria, afferma “la gara di 91 milioni di euro dovrebbe essere pubblicata entro il 5 agosto per procedere con l’assegnazione, inizio dei lavori e apertura dei cantieri ad ottobre”.

Sarà lanciata la prima gara d’appalto per l’attribuzione dei lavori e potere così cominciare a costruire l’area che ospiterà l’Expo nel 2015. Secondo il progetto, a pochi chilometri da Milano sarà costruita un’isola circondata da un canale d’acqua e la zona sarà strutturata intorno a due assi di forte impatto simbolico: il Cardo e il Decumano della città romana. Una piazza di 4.000 mq sarà il centro di tutto lo spazio espositivo e poi dovranno essere edificati i lotti assegnati ai paesi partecipanti, i luoghi per le cerimonie ufficiali, il Lake Arena per ricevere 24.000 persone, l’anfiteatro per ospitarne fino a 8.000, sale multimediali, aree per l’accoglienza del mondo imprenditoriale e 160 edifici che ospiteranno Direttori e Commissari dei paesi partecipanti.

Ogni scelta è stata compiuta con l’idea di rispettare ed essere espressione del tema prestabilito: Nutrire il pianeta, energia per la vita. Quindi, ogni costruzione avrà una impostazione ecosostenibile, per cui le strutture potranno essere riciclate e sarà data grande attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti e all’efficienza energetica.

Il progetto è enorme ed è tutto da fare. Litigi, disaccordi, interessi ne hanno rallentato la realizzazione, perdendo di vista però una delle caratteristiche principali delle Esposizioni universali quale la possibilità per ogni paese di presentarsi al mondo intero e intrecciare relazioni internazionali per possibili sviluppi economici e culturali. Un messaggio che invece è stato ben recepito dai cinesi che lo scorso anno con l’Expo di Shanghai si sono imposti all’attenzione globale come nuova potenza emergente. Il governo di Pechino voleva mandare un messaggio preciso alla sua popolazione e al resto del mondo: “Guardate cosa siamo capaci di fare”. E i risultati sono stati eccezionali. Le autorità cinesi hanno raggiunto la cifra record di oltre 70 milioni di visitatori, hanno partecipato oltre 200 nazioni ed organizzazioni internazionali e, soprattutto, senza discussioni e troppi ripensamenti, hanno bonificato un’area industriale di oltre 5 chilometri quadrati nel centro della città che si estende su entrambe le rive del fiume Huangpu, nella zona di Pudong e di Puxi. Certo, non mancano le zone d’ombra, si parla pur sempre di un regime e per portare a termine il progetto, il governo ha espropriato diverse famiglie cinesi in cambio di un rimborso per comprare una casa in un’altra area della città.

L’Expo di Shanghai è stato motivo di orgoglio e di visibilità per una Cina ancora sconosciuta.

Nello stesso modo, l’Expo di Milano potrebbe essere un’opportunità per l’Italia, un mezzo per far emergere le eccellenze spesso apprezzate solo all’estero, una maniera per uscire dal provincialismo e aprirsi al mondo, una possibilità per risollevare l’economia del paese. Secondo uno studio dell’Università Bocconi, l’impatto economico potrebbe essere di 69 miliardi.

Sono previsti ingenti investimenti nella costruzione di infrastrutture, non solo legate allo spazio espositivo, ma anche collegamenti stradali e opere urbanistiche ad alto livello tecnologico. Poi bisogna contare le entrate dovute ai paesi che parteciperanno all’Expo e al crescente numero di turisti attratti da un evento internazionale, infine i costi di gestione della manifestazione e l’incremento degli investimenti esteri.

E’ da considerare un altro dato importante, cioè la creazione di 61.000 posti di lavoro nel decennio 2011-2020, infatti se molti lavoratori potranno essere assunti a ridosso dell’Expo, si calcola che gli effetti dureranno per diversi anni. Non è il caso quindi di perdere questo treno, di mettersi in condizione di far saltare l’evento, di diventare ulteriormente poco credibili sulla scena internazionale.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, assicura che “almeno il 56% della superficie totale dei terreni dell’Expo verrà destinata a parco”, con la conversione dell’area al termine dell’evento ma, nonostante ciò, rimangono molte reticenze e perplessità su eventuali speculazioni edilizie. La diatriba non sembra finire e, fino al 2015, molte decisioni saranno prese e molti ripensamenti compiuti. Ancora una volta, incapaci di valorizzare il paese, per l’Italia arriva un nuovo segno di apprezzamento dalla Cina che ha deciso di rendere il padiglione italiano, costruito per l’Expo di Shanghai, una struttura permanente. Forse a incidere sulla decisione è stato il grande successo durante l’esposizione con 7 milioni di visitatori, o probabilmente gli accordi in corso tra i due paesi. In ogni caso, da marzo, diventerà un luogo di incontro tra gli italiani e cinesi interessati a intrecciare relazioni economiche e culturali.

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lug 22 2011

Expo 2015: Moratti chiede a Pisapia spiegazioni

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Letizia Moratti, ex sindaco di Milano e commissario governativo per l’Expo 2015, invita il suo successore Giuliano Pisapia a spiegare perché l’accordo di programma per l’area destinata a ospitare il sito espositivo, nonostante sia "quasi identico a quello al quale abbiamo lavorato noi", prima non andava bene "e oggi che l’ha firmato lui sì".

Lo ha detto al termine della seduta del Consiglio comunale dedicata alla ratifica dell’intesa. L’accordo, ha aggiunto Moratti, "va bene perché prevede un sito, l’unico possibile in base alle regole del Bie, un sito pubblico con il 56% di verde e una quota consistente di housing sociale. Il nostro è un progetto solido, in fase avanzata, che prevede una serie di lasciti importanti per Milano, speriamo che non perda tempo".

Moratti ha presentato anche un ordine del giorno nel quale invita il sindaco a confermare la realizzazione del parco lineare di 800 ettari lungo la cosidetta via d’acqua che unirà la Darsena con il sito Expo. Un progetto previsto dal dossier di registrazione di Expo con un investimento di 290 milioni di euro.

Tra le richieste c’è anche la conferma dei 180 accordi di cooperazione internazionale già sottoscritti e quella del Centro per lo sviluppo sostenibile.

Nel suo intervento in Aula Moratti ha ricordato le tappe della sua attività di commissario e ringraziato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "che ha seguito con attenzione la dificilissima e delicatissima fase di candidatura", l’ex premier Romano Prodi "che ha creduto in Expo fin dall’inizio", l’attuale premier Berlusconi e in particolare il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che è riuscito a trovare i finanziamenti nonostante la congiuntura internazionale.

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lug 21 2011

EICA 2011 a Milano: il salone della bicicletta

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Tutti sui pedali: da sabato 23 a lunedì 25 luglio, Fiera Milano City ospita l’EICA 2011, il Salone della bicicletta.

Giunto alla 69° edizione, il Salone della bicicletta potrà contare sulla partecipazione delle aziende leader del settore delle due ruote che porteranno a Milano le ultime novità con le anteprime, i test e lo spettacolo.

Gli appassionati potranno trovare, in vetrina e in pista, le bici firmate da costruttori del calibro di: Bianchi; Carrera; Colnago; De Rosa; Fsa; Kuota; Olmo; Montante Cicli; Santini Maglificio Sportivo; Shimano; Moa Sport e tanti altri marchi di biciclette e accessori.

Da sempre contraddistinto da un enorme passione, il pubblico di appassionati e addetti ai lavori potrà scoprire del settore e soprattutto provare le biciclette presenti in ogni stand.

All’EICA 2011 si preannuncia un pienone per la pista “test ride” e non mancherà la possibilità di acquistare le bici dopo la prova.

Per i nostalgici e i curiosi, c’è poi l’appuntamento con i gioielli del Museo del Ghisallo, tra la storia della bicicletta e dei suoi protagonisti.

Sempre all’EICA 2011, spazio al binomio bici e salute, oltre che all’intrattenimento con Bike Show Tv, spettacoli di Bike Trial e gite in bici nella Milano by night.

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lug 18 2011

Teatro Alla Scala di Milano per Expo 2015

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L’amministratore delegato di Expo 2015, Giuseppe Sala, in occasione della IV edizione del Winning Italy Award consegnato alla Fondazione lirica milanese ha dichiarato:

”Abbiamo fatto un accordo con il Teatro Alla Scala di Milano che nel 2015, in occasione dell’Expo, non chiudera’ in agosto e fara’ una programmazione adatta al nostro pubblico”.

”Il nostro obiettivo -ha ricordato Sala- e’ attirare 20 milioni di visitatori che sicuramente non vengono solo per l’Expo. per questo e’ nato l’accordo con la Scala”.

Sala ha anche sottolineato che ”ad ottobre parte la macchina per preparare l’esposizione. Gia’ 37 Paesi hanno aderito”, ha concluso.

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lug 16 2011

Expo 2015: Aderisce anche la Bolivia, 35 i Paesi partecipanti

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La Bolivia parteciperà a Expo 2015 e arrivano così a 35 i Paesi che finora hanno aderito all’Esposizione di Milano, ai quali si è già aggiunta l’Onu, per un totale di 36 partecipanti ufficiali.

A comunicare l’ultima adesione è stato il Ministro degli Esteri della Bolivia, David Choquehuanca Céspedes, con una lettera di conferma in cui dichiara: "E’ con piacere che mi rivolgo a voi relativamente all’Invito consegnato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi al Presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia a partecipare a Expo Milano 2015, che si terrà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 e il cui tema sarà "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Vorrei quindi confermare la partecipazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia all’Evento".

L’adesione della Bolivia segue quella recente della Georgia e permette a Expo 2015 di avvicinare ulteriormente l’obiettivo di raccogliere 50 partecipazioni entro l’anno. Oltre alle Nazioni Unite, i Paesi che hanno finora comunicato la propria adesione sono: Svizzera, Montenegro, Azerbaijan, Turchia, Romania, San Marino, Egitto, Perù, Russia, Uruguay, Togo, Germania, Guatemala, Cambogia, Honduras, Mauritania, Slovenia, Principato di Monaco, Uzbekistan, Spagna, Albania, Israele, Kuwait, Colombia, Armenia, Siria, Iran, Gabon, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Mongolia, India, Georgia e Bolivia.

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